Contatti
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Dott.ssa Stefania Greppo
psicoterapeuta, psicoanalista, medico psichiatra
Ricevo su appuntamento a:
Milano, piazza G. Amendola, 3
Email: stefania.greppo@gmail.com
Cell.: 349 8066264
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Dott.ssa Stefania Greppo
psicoterapeuta, psicoanalista, medico psichiatra
Ricevo su appuntamento a:
Milano, piazza G. Amendola, 3
Email: stefania.greppo@gmail.com
Cell.: 349 8066264

Nella clinica psicoanalitica non si può considerare raggiunta definitivamente la propria competenza.
Lo psicoanalista è in continua formazione, raccoglie gli stimoli nati dalla relazione analitica per riflettere ed evolvere ulteriormente nella consapevolezza di sé e del mondo.
Per questo motivo è particolarmente importante sentirsi inseriti in una comunità di colleghi con cui riflettere e ricercare.
Attualmente partecipo ad un Gruppo di Ricerca sul Soggetto formato da psicoanalisti dell’associazione CEPEI (Centro di Psicologia Evolutiva Intersoggettiva) e da colleghi provenienti da altre esperienze formative.
In questo gruppo di ricerca ci occupiamo di studiare l’origine della coscienza anche alla luce delle recenti scoperte delle neuroscienze, nella cornice teorica della psicologia analitica intersoggettiva.
Il lavoro di ricerca ci ha permesso di approfondire e condividere testi, di organizzare convegni, di scrivere articoli e proporre formazione nei contesti di cura istituzionali soprattutto in merito al trattamento dei disturbi di personalità, dei disturbi alimentari, dei sogni, del processo diagnostico psicoanalitico.
Parte integrante della formazione personale è la supervisione analitica che svolgo sia individualmente che in gruppo.
Il Centro di psicologia evolutiva intersoggettiva (CEPEI, www.cepei.it) è una Associazione senza fini di lucro composta di Medici e Psicologi, nata nel 1995 dall’incontro di psicoterapeuti di diverso orientamento, che pongono al centro della loro riflessione due “attrattori“: l’idea di evoluzione della personalità e quella di intersoggettività nella pratica clinica.
L’Associazione promuove la divulgazione di una rivista psicoanalitica online, CEPEIDE, le cui pubblicazioni sono consultabili dal sito gratuitamente.
Il primo contatto avviene preferibilmente al telefono, nella prima seduta si concordano alcuni colloqui iniziali di consultazione durante i quali si cerca di mettere in luce la domanda di cura e di concordare gli scopi terapeutici del percorso.
La proposta è solitamente di una seduta settimanale della durata di 50 minuti.
In alcune fasi del percorso la frequenza delle sedute necessita di essere modificata.
Non è possibile stabilire a priori la durata dell’analisi perché i tempi di cambiamento sono assolutamente soggettivi.
In terapia è incoraggiato il racconto dei sogni come possibilità privilegiata di confronto con l’inconscio.

La Sandplay Therapy (SPT) o Terapia con il gioco della sabbia, nasce da una intuizione della psicologa svizzera Dora Kalff, allieva di Carl Gustav Jung.
Si tratta di una tecnica di psicoterapia analitica in cui la comunicazione verbale si integra con l’utilizzo delle risorse creative del soggetto.
In particolare si hanno a disposizione due cassette contenenti sabbia e numerose miniature che riproducono quanto si può trovare nella realtà (oggetti, elementi naturali, animali, persone).
Nello spazio della sabbiera il paziente può creare immagini dando voce ai suoi contenuti inconsci.
La sabbiera acquisisce, dunque, la funzione di uno spazio libero e protetto all’interno del quale, dall’integrazione tra elementi consci e inconsci, si genera un processo di trasformazione psichica.
È una tecnica particolarmente adatta a chi ha difficoltà a prendere contatto con il proprio mondo interno e a dare spontaneamente voce alle emozioni.
È rivolta sia a bambini che ad adulti.

La psicoterapia di per sé è un trattamento basato sul dialogo terapeuta-paziente finalizzato alla cura del disagio psichico.
All’inizio del percorso si stabiliscono le regole del setting come ad esempio la frequenza delle sedute, gli orari e il luogo in cui si svolgeranno, come avverrà il pagamento ecc…
Esistono diversi orientamenti teorici di psicoterapia che ne caratterizzano la tecnica di svolgimento.
Nella psicoterapia psicoanalitica, l’approccio che seguo, le sedute hanno solitamente una frequenza settimanale, si svolgono vis a vis (non sul lettino).
Scopo del percorso è raggiungere una maggiore consapevolezza delle dinamiche interne sottese alla sofferenza che si vive o ai sintomi che si manifestano (come ad esempio: ansia, attacchi di panico, fobie, ossessioni, sintomi alimentari, reazioni emotive eccessivamente intense ecc…) e raggiungere, dunque, una maggiore consapevolezza rispetto alla propria modalità di funzionamento e di relazione.
Attraverso questa raggiunta consapevolezza è possibile evolvere verso il cambiamento.
La terapia psicoanalitica non si occupa, dunque, solamente di estinguere un sintomo o modificare un comportamento ma è interessata a fare luce su ciò che il Soggetto ancora non conosce di sé lasciando ampio spazio all’emergere dell’inconscio grazie anche al lavoro sui sogni che si svolge in seduta e che prevede una co-riflessione sulla scena onirica presentata.
Per svolgere la funzione di psicoterapeuta occorre una formazione specialistica.
Attualmente è richiesto il diploma di specializzazione quadriennale a cui possono accedere solo professionisti laureati in medicina o in psicologia.
La psicoterapia psicoanalitica è una forma particolare di psicoterapia che prevede che il professionista abbia svolto, oltre agli studi teorici previsti dalla scuola quadriennale, un percorso di analisi personale.
Nel mio caso, poiché oltre che psicoterapeuta, sono medico specializzato in psichiatria, posso prescrivere, in caso di necessità e a supporto del lavoro psicoterapeutico, un trattamento farmacologico.
Certe volte la nostra sofferenza si manifesta in modo eclatante , talvolta addirittura improvviso, con veri e propri sintomi riconoscibili da noi e da chi ci è vicino. Talvolta i sintomi sono fortemente invalidanti e compromettono la nostra quotidianità, si pensi ad esempio ad alcune importanti manifestazioni di ansia come gli attacchi di panico, le ossessioni, le fobie o i disturbi alimentari. In questi casi è senza dubbio opportuno iniziare una psicoterapia.
Altre volte però possiamo avvertire un malessere più generico, in assenza di un sintomo specifico.
Possiamo sentire una sorta di disagio con noi stessi che ci fa provare insicurezza nel nostro lavoro e nelle relazioni; altre volte possiamo sentirci estremamente confusi nel prendere una decisione perché non riusciamo a capire fino in fondo cosa sentiamo e cosa desideriamo.
In tutti questi casi è altrettanto importante iniziare un percorso di psicoterapia.
E’ fondamentale pensare che l’analisi non sia adatta solo a chi si sente malato, portatore di un sintomo specifico, ma a chiunque senta la necessità di comprendersi meglio e migliorare il rapporto con se stesso e con gli altri.
Mi occupo in particolare di percorsi:

Mi chiamo Stefania Greppo e sono una psicoterapeuta ed una psicoanalista.
Durante gli anni di formazione universitaria e specialistica come medico psichiatra, ho iniziato ad interessarmi di psicoanalisi approfondendo prima il pensiero di Jacques Lacan poi avvicinandomi al pensiero di Carl Gustav Jung.
Cardine fondamentale della mia formazione è stata l’analisi personale, di cui ho sperimentato il potenziale trasformativo e terapeutico.
Ho imparato a considerare le fasi di difficoltà e dolore della vita come una risorsa, non un fallimento, che permette al Soggetto di evolvere acquisendo sempre più consapevolezza di sé e del mondo.
Aldo Carotenuto, psicoanalista junghiano, invitava a considerare la ferita dell’anima come una feritoia “attraverso la quale guardare al proprio ed altrui mondo interiore“.
E’ questo il mio approccio nella relazione con coloro che attraversano un momento di sofferenza.
Il lavoro analitico, attraverso la relazione analista-paziente, è uno straordinario strumento di cambiamento e formazione non solo per chi inizia il percorso ma anche per chi lo guida.
Mi sono formata all’Università degli Studi di Milano come medico, conseguendo poi la Specializzazione in Psichiatria presso l’Università degli Studi di Milano Bicocca (2006).
Ho conseguito il diploma come psicoterapeuta presso la Scuola quadriennale Icles (Istituto per la Clinica dei Legami Sociali).
Successivamente ho svolto formazione in ambito junghiano, accostandomi anche ad una particolare tecnica psicoterapeutica, la Sandplay Therapy che svolgo in ambito istituzionale presso un Centro Specialistico per il trattamento dei disturbi alimentari.
Negli anni i miei interessi formativi si sono declinati verso la cura psicoanalitica dei disturbi alimentari, dei disturbi di personalità, e verso la psicoterapia dei gruppi.
Mi interesso del tema del femminile, della genitorialità, delle neuroscienze.
Svolgo attività clinica di psicoanalista privatamente nel mio studio di Milano e come psichiatra presso un Centro di Riabilitazione Psichiatrica.
Sono abilitata ad esercitare EMDR.
Sono socia CEPEI (Centro di Psicologia Evolutiva Intersoggettiva).